InVisibili 2013

 InVisibili 2013 - settima edizione 

direzione artistica e organizzativa: T.I.L.T.  

(guarda il volantino: fronte - retro) 

 

Sabato 4 maggio ore 21.00 
“Libero il clochard” 

monologo teatrale
con Salvatore De Gennaro
testo e regia di Paolo D’Anna
 
Sabato 11 maggio ore 21.00 
“La visita della vecchia signora” di F. Dürrenmatt 

Compagnia teatrale “Volpi & Ranocchi” - Associazione Federica Negri
regia di Reina Saracino

Sabato 18 maggio ore 21.00 
Trìtono in concerto 

sperimentazioni sonore intorno alla canzone italiana
con Massimiliano Buldrini (voce), Elisa Gazzelli (violoncello) e Davide Villani (chitarra, guitar synth) 

Ven. Sab. Dom. 24 / 25 / 26 Maggio - Ven. 31 Maggio - Sab. Dom. 1 / 2 Giugno
dalle ore 21.00 (solo su prenotazione)
 
“Deserti” 

percorso - spettacolo attraverso un deserto metropolitano
musiche originali e direzione dei canti Marco Caronna
progetto e regia di Tanino De Rosa
con
Erika Agresti, Antonella Bertini, Paolo Bertocchi, Silvia Bruni, Laura Candura, Corrado Dal Pozzo, Primo Fabbioni, Cristina Gallingani, Lorenza Ghini, Angela Girgenti, Caterina Grandi, Roberta Maccarelli, Rosangela Martino, Adalberto Parenti, Piero Pasotti, Orfeo Raspanti,  Alberto Rutigliano, Luca Tanieli

 

Ingresso agli eventi: offerta libera 

Per informazioni: 

Tel. 340 5790974
info@tiltonline.org
www.tiltonline.org

Approfondimenti sugli spettacoli: 

Sabato 4 maggio ore 21.00
“Libero il clochard”
 

monologo teatrale
con Salvatore De Gennaro
testo e regia di Paolo D’Anna
scene e costumi Arteatro
audio e luci Guido Rizzone
trucco Rosalyn Ladisa
produzione studio53teatroeventi

Il testo di “Libero il clochard”, monologo teatrale interpretato da Salvatore De Gennaro,  è tratto dal libro La notte del soldato, scritto dal regista stesso Paolo D’Anna.

L’inferno a volte è là sotto, nel cuore della terra. Basta scendere per pochi metri: una saracinesca diventa una scalinata, una galleria del metrò abbandonata da anni; rifiuti di una società che avanza triturando e consumando e che nella sua inesausta corsa travolge chi non ha la forza di restare a galla. Un uomo ha fatto di questo buco nero il suo abisso personale fuggendo dal mondo dei “vivi” dove per ogni cuore compassionevole ce ne sono almeno due freddi e ostili.

E se pur ne risale la mattina, è una breve parentesi prima di reimmergersi, poiché quello è ormai il suo mondo: prigione dell’anima dove alimentare il rimorso e il senso di colpa. È l’inferno di Libero, il Clochard,  e nel suo nome si cela piuttosto che una promessa di felicità, un beffardo destino. Nella vita degli uomini ci sono battaglie dall’esito scontato: basterebbe guardare negli occhi i soldati prima dell’assalto per comprendere chi di loro soccomberà. Ma talvolta, quando il tuo volto ti restituisce soltanto stanchezza e rassegnazione, ti specchi negli occhi di un altro e scopri di non essere ancora vinto. Vedi quello che da solo non riuscivi a scorgere. Allora, forse combattere ha ancora un senso. Tra i sommersi qualcuno può ancora salvarsi.

Gli Artisti

Paolo D’Anna
Scrittore, autore e regista teatrale fin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura e il teatro, pubblica la sua prima raccolta di versi  Sopra il Muro Bianco.

Negli anni a venire verranno alla luce Lettere da Katama, il Giardino di Mirò, Le reliquie di Sarayevo, Icaro l’ultimo volo. Accanto all’esperienza letteraria, matura la vocazione teatrale. Scrive una quindicina di testi che attingono alla vita e cultura popolare: Festa Grandi, Condominio Paradiso, Angelina una Storia Lombarda, La polenta in cinque storie;  alla letteratura: Mondo Piccolo, La Leggenda dell’Uomo lupo, Don Chisciotte per amore; alla storia Eroi e Briganti d’Italia, al mondo dello spettacolo e del teatro: Il Teatrino Farinelli, Il Teatro di Eduardo, Pulecenella zampa e vola, rendendo omaggio ad alcuni maestri del passato più o meno lontani: Ceventas, Farinelli, De Filippo, Guareschi. Non mancano i soggetti originali attraverso i quali scandaglia l’animo umano, come ne La Notte del Soldato in bianco e nero. Si cimenta inoltre in trasposizioni dalla letteratura al teatro portando in scena Il Bacio della Donna Ragno di Manuel Puig.

Salvatore De Gennaro
Nasce a Napoli nel 1980. Giovanissimo si trasferisce con la famiglia a Varenna dove vive tuttora. Compie i suoi studi a Bergamo dove si laurea in lingue e letterature straniere.

Inizia a studiare canto lirico sotto la guida del soprano Laura Pesenti che lo prepara a sostenere l’esame di ammissione presso il Civico Istituto Musicale “Gaetano Donizetti” di Bergamo. Continua i suoi studi di canto, solfeggio e pianoforte con la soprano Anna Vaskakova. Insieme all’attività concertistica inizia quella teatrale portando in scena diversi testi e progetti drammaturgici tra cui: il Baule dell’Attore, Pulecenella zampa e vola, il Teatro di Eduardo, Il broccolo in salsa rosa,  Eroi e Briganti d’Italia, Federico Garcia Lorca un genio ribelle. Nel 2010 gli viene assegnato il premio “Arteatro” come migliore artista della stagione.
 

Sabato 11 maggio ore 21.00
“La visita della vecchia signora” di F. Dürrenmatt
 
Compagnia teatrale “Volpi & Ranocchi” - Associazione Federica Negri
regia di Reina Saracino

La Compagnia teatrale “Volpi e Ranocchi” e l’Associazione culturale “Federica Negri” di Casalfiumanese presentano: La visita della vecchia signora di Friedrich Dürrenmatt, regia di Reina Saracino.

La visita della vecchia signora (Der Besuch der alten Dame) è il titolo di un dramma di Friedrich Dürrenmatt del 1956 ed è una fra le sue opere più conosciute. L'opera tratta i temi della vendetta, della colpa individuale e collettiva, dell'onnipotenza del denaro e della corruzione morale collettiva.

Il dramma si svolge nell’immaginaria cittadina di Güllen (“letamaio” in dialetto svizzero-tedesco) che fu centro culturale di primo piano, ma in pochi decenni è decaduta in una situazione di abbandono e di crisi socio-economica.

In una città in rovina, in un paese in decadenza economica e sociale arriva una vecchia miliardaria, Claire Zachanassian, originaria di quei luoghi, pronta a risollevare le sorti del suo paese natale.

Ma nessuno fa niente per niente. Il prezzo da pagare sarà alto. La donna vuole la sua vendetta

sull'uomo che da giovane l'ha messa incinta e l'ha fatta cacciare dal paese natale, bollandola come una prostituta. Se qualcuno ucciderà quell'uomo lei donerà un miliardo alla città e un miliardo ai cittadini.

La sfida si fa aperta. Dopo un primo momento di sgomento e di stupore, i cittadini sembrano disposti a scendere a patti con la Vecchia Signora.

Infine, mentre Claire Zachanassian consegna l’assegno ai cittadini, il tono cupo dell’opera cambia divenendo quasi farsesco. Ironicamente è proprio Claire Zachanassian a sembrare la meno soddisfatta per una vendetta attesa così a lungo.

Reina Saracino
È attrice, regista, autrice e pedagoga teatrale.
Nasce a Milano il 26 ottobre 1985. Inizia il suo percorso artistico nella Scuola del Teatro Stabile di Pavia "G. Fraschini", con la guida di Angela Malfitano, Isadora Angelini, Ambra d’Amico, Marta Dalla Via. Segue il lavoro, tra gli altri, di  Marco Sgrosso, Elena Bucci, Yutaka Takei, Vanda Monaco Westersthal, Yoshito Ohno. Si avvicina al canto con il maestro Ernesto Panariello, tenore del Teatro alla Scala di Milano. Prosegue poi l'attività come cantante/performer in realtà musicali di influenze sperimentali nell’area milanese. Sviluppa lo studio sul Teatro Fisico, danza e arti circensi a Bologna per poi approfondire lo studio della Commedia dell’Arte presso l'ICAI: Istituto Commedia Dell'Arte Internazionale di Padova. È laureata al DAMS di Bologna con una tesi di Critica Teatrale. Vince come migliore attrice il premio “Chi è di scena” di Pavia, con lo spettacolo Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo per la regia di Alessandra Genola.
Modella-performer per l'artista-stilista "Golpe!" e per gli artisti-stilisti "Fratelli Broche" in sfilate-spettacoli tenuti in diversi contesti: Galleria d'Arte Ono di Bologna, Teatro San Leonardo di Bologna, Teatro San Martino di Bologna. È una delle protagoniste del docu-film A casa Non si torna, film su donne che svolgono lavori maschili con la partecipazione di Franca Rame, per la regia di Lara Rongoni e Giangiacomo De Stefano, presentato al Cinema Europa a Bologna selezionato per DOCin Tour e vincitore di diversi premi nazionali.
Tra i suoi spettacoli si ricordano: La commedia degli zanni spettacolo di brani di commedia dell’arte e brani comici musicati, in cui è  autrice, co-regista e interprete con Francesco Deri, Improvvisa spettacolo di strada di Commedia dell’arte, progetto che è stato itinerante per tutta la penisola ed è stato presentato ai Festival di teatro di strada: “Artisti in strada” a Rovereto, “Ferrara Buskers Festival”,  L’uovo di Artaud regia Vanda Monaco Westersthal, spettacolo La donna seduta di Copi , presentato presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo della facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, G.”, spettacolo con testi di Giorgio Gaber, in veste di autrice, regista e interprete con l’accompagnamento musicale del gruppo fusion “Gabbiani Ipotetici”, e Troppo incinta - piccoli frammenti di maternità, di cui è attrice, regista e co-autrice. Lo spettacolo è in tournée nazionale e finalista del concorso nazionale "Avanti Attori" promosso dall'ARCI-Teatro di Prato.
Firma la regia degli spettacoli Le Cognate di Michel Tremblay, e La Visita della vecchia signora di Friedrich Dürrenmatt.
Svolge laboratori teatrali per bambini, ragazzi e adulti all'interno dell'Ass. Cult. T.I.L.T,  nei teatri e nelle scuole del circondario Imolese e Bolognese.

Sabato 18 maggio ore 21.00
Trìtono in concerto
 
sperimentazioni sonore intorno alla canzone italiana
con Massimiliano Buldrini (voce), Elisa Gazzelli (violoncello) e Davide Villani (chitarra, guitar synth) 

Grazie alla voglia di sperimentare nuovi modi di reinterpretare canzoni pilastro della musica italiana, nascono melodie e suoni inusuali, che vanno a richiamare il vecchio "diabolus musicae" tanto discusso nei primi anni della musica. In particolare i Tritono si dedicano a rivisitazioni della musica italiana anni ’50, ’50, ’70.

A ottobre 2011 Massimiliano Buldrini, Elisa Gazzelli e Davide Villani si sono riuniti per portare avanti un progetto musicale all’interno del quale riproporre canzoni italiane dal 1950 al 1979: Roberto Murolo, Quartetto Cetra, Domenico Modugno, Fred Buscaglione, Fabrizio De Andrè, Caterina Caselli, Enzo Jannacci, Ricki Gianco, Nada, Mina, Formula 3, P.F.M., Francesco Guccini, Lucio Battisti, Loredana Bertè, Matia Bazar, Patty Pravo, Eugenio Finardi e altri interpreti e cantautori che hanno consacrato la canzone italiana nel mondo.

Trìtono è il nome che si sono voluti dare, un po’ perché sono in 3, e un po’ perché il trìtono, nella teoria musicale, è stato chiamato durante il medioevo diabolus, e in effetti, qualcosa di diabolico, all’interno degli arrangiamenti, c’è…

Gli artisti

Massimiliano, Elisa e Davide si sono conosciuti in occasione dei laboratori musicali organizzati nella Scuola Musicale di Borgo Tossignano all’interno del Festival Acqua di Terra/Terra di Luna, in cui hanno potuto avvicinarsi e seguire il lavoro dei Tête de Bois, The Gang, Cisco, John De Leo, Franco Ranieri e Roberto Bartoli.

Massimiliano Buldrini si forma come ricercatore vocale sotto la guida di Germana Giannini, perfeziona il canto armonico con Andrea De Luca e Tran Quang Hai, e frequenta seminari con artisti di alto livello come Albert Hera, Marco Tonini, Boris Savoldelli e Matteo Belli.

Elisa Gazzelli studia musica classica per otto anni da privatista, conseguendo il diploma di solfeggio, armonia, storia della musica e pianoforte complementare. Nel 2010 entra all’istituto Giuseppe Verdi di Ravenna, completando l’esame di ottavo anno, suonando in orchestra e in quartetto d’archi.

Davide Villani studia chitarra acustica e fingerpicking col maestro Giuliano Romagnesi, avviando anche lo studio della musica jazz. Nel 2007 frequenta il seminario Arquato jazz 2007 sotto la guida di Tomaso Lama e Garrison Fewell. Attualmente studia alla Scuola Sarti di Faenza col maestro Daniele Santimone.

Ven. Sab. Dom. 24 / 25 / 26 Maggio - Ven. 31 Maggio - Sab. Dom. 1 / 2 Giugno
dalle ore 21.00 (solo su prenotazione)
“Deserti”
 
percorso - spettacolo attraverso un deserto metropolitano
musiche originali e direzione dei canti Marco Caronna
progetto e regia di Tanino De Rosa
con i partecipanti al laboratorio condotto da Tanino De Rosa:
Erika Agresti, Antonella Bertini, Paolo Bertocchi, Silvia Bruni, Laura Candura, Corrado Dal Pozzo, Primo Fabbioni, Cristina Gallingani, Lorenza Ghini, Angela Girgenti, Caterina Grandi, Roberta Maccarelli, Rosangela Martino, Adalberto Parenti, Piero Pasotti, Orfeo Raspanti, Alberto Rutigliano, Luca Tanieli

Lo spettacolo Deserti si svolgerà nella zona antistante il Teatro Lolli, negli spazi esterni dell’azienda Usl

Questo progetto nasce per utilizzare, in spazi aperti o chiusi, aree abbandonate o zone di silenzio/assenza nel cuore pulsante di una città. Zone di deserto metropolitano che vengono usate per quello che sono, con tutto quello che c’è (e che non c’è), “vuoti” nel cuore della metropoli che ricominciano ad esistere nel momento in cui vengono attraversati e cantati. Nell’area utilizzata per lo spettacolo, si intende usare il deserto come riferimento filosofico, per intenderci, lontani da sabbie o cammelli, ma evocando in termini fantastici riti tribali, carovane, luoghi e oggetti sacri, profeti e demoni, alternanza di stanzialità e nomadismo. Una costruzione immaginifica, insomma, slegata dalla storia e dalla funzione d’uso dei luoghi attraversati dallo spettacolo, in cui gli spettatori stessi contribuiscono a formare il paesaggio in quanto, pur restando spettatori non direttamente coinvolti, “guardano” ma sono anche “guardati” in lontananza da altre carovane di spettatori che si muovono contemporaneamente in differenti percorsi. Forse però alla funzione del guardare, occorrerebbe anche aggiungere il verbo “ascoltare”, dal momento che lo spettacolo sarebbe prevalentemente costituito da canti rituali ed azioni fisiche, con poche e frammentarie frasi di testo e intrecci non narrativi, ispirandoci a stili pittorici spesso dipinti anche sui corpi degli attori. Quindi un panorama di atmosfere, più che una trama con personaggi dentro un’evoluzione testuale.

Deserti vuole essere una creazione di esperienza. Il percorso stesso indica la frequentazione di linguaggi non convenzionali, anti-naturalistici, spesso astratti, anche mutuati dalla pittura e dalla poesia, ed una buona flessibilità artistica, anche a partire dalla propria personale percezione, che richiedono uno spostamento graduale ed un allontanamento da tradizionali forme ed esercizi di improvvisazione o di recitazione. Ai partecipanti è stato richiesto costante esercizio di scambio, di immaginazione creativa, di esplorazione di un terreno impervio e sconosciuto. E di ascolto, degli altri come di se stessi. È un lavoro di creazione collettiva, corale. Dentro una definizione visiva e sonora che si accompagni al cuore, alla forza, alla grazia, al ritmo, alla consapevolezza e all’abbandono poetico.

Deserti è stato prodotto nel 2001 dal Gruppo Libero e messo in scena nella ex fabbrica Minganti nel 2001 a Bologna. Per la prima volta era stato realizzato nel 2000 a Modena negli spazi esterni degli ex depositi Amcm,  prodotto dalla Drama Teatri.

Ogni volta coinvolgendo più di venti attori e non meno di 1.000/1.500 spettatori complessivamente per ciascun evento, divisi per piccoli gruppi di 20/30 per volta.

È necessario nominare anche Marco Caronna, musicista e cantante di Parma, autore e regista a sua volta di provata esperienza di spettacoli ed eventi, che lavora da anni con cantanti e allievi: ha contribuito alla realizzazione di Deserti in tutte le sue edizioni.

Tanino De Rosa
È stato allievo dei registi e formatori russi Jurij Ljubimov (di cui aiuto-regista), Mikhail Butkievich, Serghei Issaiev, Nicolaj Karpov. Hanno contribuito inoltre alla sua formazione, in progetti lunghi ed intensivi, Marisa Fabbri, Giancarlo Cobelli (di cui assistente), Marco Sciaccaluga, Biancamaria Pirazzoli, Bogdan Jerkovich, Laura Curino, Giorgio Marini, Franco Di Francescantonio, Matsemela Manaka, Michiko Hirayama, Wendy Alnutt, Charmian Hoare, Alessandro Tognon. Come uditore, ha seguito cicli di lavoro con i registi Peter Stein, Anatolij Vassiliev, Vadim Mikheenko.

Ha frequentato negli anni ’70 il Laboratorio Fontemaggiore di Perugia, negli anni ’80 la Scuola di Teatro Colli di Bologna e in Toscana tre edizioni di “Prima del Teatro - Scuola Europea dell’Attore”.

Come attore, ha lavorato in teatro con ruoli di primo piano con le compagnie:  Il Gruppo Libero, Teatro di Pisa, C.U.T. di Pisa, Atelier della Costa Ovest, Drama Teatri, Accademia 96, Teatro Aperto, Koinè, Teatro di Sacco, La Corte Ospitale, Reon Teatro.

Ha partecipato a vari cortometraggi, produzioni televisive RAI e cortometraggi, dirette fra gli altri da Ermanno Olmi, Vittorio De Sisti, Stefano Salvati, Michele Lanubile, Francesco Amato, Luigi Rossini, Dario Zanasi.

Come regista, ha al suo attivo numerose produzioni di spettacoli ed eventi per Il Gruppo Libero, Koinè, Drama Teatri, Teatro del Tempo, Accademia 96, Circuito ABS - Basilicata, Museo medievale di Bologna, Festival Acqua di terra/Terra di luna, Associazione TILT ed ha curato varie edizioni del Premio Letterario Navile a Bologna.

Come formatore, svolge attività pedagogica dal 1991 con continuità conducendo laboratori e cicli di lezioni, soprattutto in Emilia e Toscana, presso scuole di teatro, centri di sperimentazione e strutture teatrali di diverse città italiane e realizzando moduli personali di pedagogia teatrale, curando spesso degli studi conclusivi e allestimenti su singoli autori, opere o tematiche particolari.

Dal 2009 ha iniziato una collaborazione con l’ITC -Teatro di S. Lazzaro di Savena, conducendo seminari intensivi e corsi e con la Factory Leggere Strutture di Bologna, realizzando diversi progetti.

Fino al 2006 è stato direttore artistico del Teatro S. Martino di Bologna.

Ha curato vari seminari di formazione sulla comunicazione, sulla creatività, sulla leadership. 

Dal 1988 collabora stabilmente con Radio Città del Capo di Bologna.

Ha fondato a Bologna nel 2008 l’Associazione Suoni Barbarici.