Marzo delle Donne 2015

domenica 8 marzo ore 17.45 
Amami, baciami, amami, sposami”


Il gruppo di Teatro Campestre 

di Elisabetta Granara e Alberto Tamburelli
regia Elisabetta Granara
con Sara Allevi, Elisabetta Granara, Elisa Occhini
costumi Pasquale Napolitano
musiche e suoni Matteo Casari e Rocco Spigno
scene Alessandro Granara
con la collaborazione di Teatro dell’Ortica, Centro Banchi, Teatro della Tosse
Progetto semifinalista Premio Scenario 2013
Menzione Speciale Premio Giovani Realtà del Teatro 2013
Evento Facebook

In un mondo in cui stare soli è più pratico, c’è ancora chi cerca un corresponsabile della propria vita, con il quale spartirsi le vicissitudini piacevoli e spiacevoli. Meglio se è uno sconosciuto, l’importante è che sia affidabile e abbia forza di volontà. Per fuggire una sterile solitudine, Francesca si iscrive a “Amami, baciami, amami, sposami”, un concorso annuale dove si vince un consorte e si convola a nozze. Tre candidate devono superare prove di abilità e visite mediche specializzate, mentre un misterioso lui le osserva e trasforma in numeri le proprie percezioni emotive. Uno spettacolo sull’importanza di essere individui in una collettività, sul senso che ha stringere un patto tra esseri umani, soprattutto quando si diventa consapevoli della fragilità della nostra specie. Uno spettacolo fantascientifico sul matrimonio.
Il matrimonio? Non è altro che un gioco a premi. Solo che in palio c'è un marito. Ma prima di portarsi a casa l'ambita posta in palio, bisogna battere le avversarie ai punti: tutta questione di abilità. Di astuzia, e di prove da superare (comprese le visite mediche, che non si sa mai: la sposa non può essere difettosa). Benvenuti anche a teatro nell'era dei Talent show in cui sono precari anche i sentimenti, al supermercato vendono porzioni da single, le dichiarazioni d'amore viaggiano alla velocità di Whats'app e l'anima gemella è un miraggio: ovvero, il nostro presente.
Ecco, allora, che non rimane che affidarsi a un quiz.
 
Uno spettacolo fantascientifico su un'intera generazione: al centro, il racconto della gara alla ricerca di un co-gestore della propria vita, per affrontare come meglio si può l'incertezza e la fragilità umana. Più che pensando all'amore, a come sbaragliare la concorrenza. "Tre candidate si iscrivono a prove di abilità  -  racconta la regista Elisabetta Granara  -  mentre un misterioso lui le osserva e le valuta. Volevo riflettere sul matrimonio, sulla tradizione che porta con sé: sul senso di un patto tra esseri umani".
 
E la protagonista, infatti, dice a gran voce di fronte all'"oggetto" del contendere, cioè l'agognato marito: "Dichiaro qui, davanti a te, e davanti alla giuria, che se il matrimonio si riducesse a una festa con amici e parenti, in municipio o in chiesa che sia, dove perdersi in sdolcinate dichiarazioni di amore eterno in mezzo a fiori, riso, coccarde e psicosi organizzative, io potrei tranquillamente rinunciare".In un mondo in cui stare soli è più pratico, c’è ancora chi cerca un corresponsabile della propria vita, con il quale spartirsi le vicissitudini piacevoli e spiacevoli. Meglio se è uno sconosciuto, l’importante è che sia affidabile e abbia forza di volontà. Per fuggire una sterile solitudine, Francesca si iscrive a “Amami, baciami, amami, sposami”, un concorso annuale dove si vince un consorte e si convola a nozze. Tre candidate devono superare prove di abilità e visite mediche specializzate, mentre un misterioso lui le osserva e trasforma in numeri le proprie percezioni emotive. Uno spettacolo sull’importanza di essere individui in una collettività, sul senso che ha stringere un patto tra esseri umani, soprattutto quando si diventa consapevoli della fragilità della nostra specie. Uno spettacolo fantascientifico sul matrimonio.
Il matrimonio? Non è altro che un gioco a premi. Solo che in palio c'è un marito. Ma prima di portarsi a casa l'ambita posta in palio, bisogna battere le avversarie ai punti: tutta questione di abilità. Di astuzia, e di prove da superare (comprese le visite mediche, che non si sa mai: la sposa non può essere difettosa). Benvenuti anche a teatro nell'era dei Talent show in cui sono precari anche i sentimenti, al supermercato vendono porzioni da single, le dichiarazioni d'amore viaggiano alla velocità di Whats'app e l'anima gemella è un miraggio: ovvero, il nostro presente.
Ecco, allora, che non rimane che affidarsi a un quiz.
 
Uno spettacolo fantascientifico su un'intera generazione: al centro, il racconto della gara alla ricerca di un co-gestore della propria vita, per affrontare come meglio si può l'incertezza e la fragilità umana. Più che pensando all'amore, a come sbaragliare la concorrenza. "Tre candidate si iscrivono a prove di abilità  -  racconta la regista Elisabetta Granara  -  mentre un misterioso lui le osserva e le valuta. Volevo riflettere sul matrimonio, sulla tradizione che porta con sé: sul senso di un patto tra esseri umani".
 
E la protagonista, infatti, dice a gran voce di fronte all'"oggetto" del contendere, cioè l'agognato marito: "Dichiaro qui, davanti a te, e davanti alla giuria, che se il matrimonio si riducesse a una festa con amici e parenti, in municipio o in chiesa che sia, dove perdersi in sdolcinate dichiarazioni di amore eterno in mezzo a fiori, riso, coccarde e psicosi organizzative, io potrei tranquillamente rinunciare".

domenica 15 marzo ore 17.45
Esercizi di stile”
a cura di Associazione Viaemiliaventicinque di Imola
Esito del laboratorio di scrittura condotto da Muriel Pavoni, Andrea Scala, Marina Sangiorgi e Giorgio Zabbini
Una narrazione a più voci. Ognuno dei partecipanti, attraverso gli esercizi del corso, ha cercato di sviluppare la propria strada, la propria personale modalità di raccontare e raccontarsi. Brevi testi, per socchiudere al lettore/ascoltatore, le porte di grandi e piccole storie.
Hanno partecipato al laboratorio di scrittura: Andrea Cesari, Corrado Dal Pozzo, Sabrina Galletti, Lorenza Ghini, Martina Guerra, Giuliana Zanelli.
Leggono gli scritti prodotti durante il laboratorio: Corrado Dal Pozzo, Lorenza Ghini, Luigi Tranchini, Giuliana Zanelli dell’associazione T.I.L.T.
Evento Facebook

Focus D  
con il sostegno di Città di Imola, Assessorato alla Cultura, Assessorato Pari Opportunità 
in collaborazione con T.I.L.T. 
presenta

sabato 21 marzo ore 20.45
corpi impuri”

di e con Marinella Manicardi
spazio Davide Amadei
produzione Festivalfilosofia e Centro Documentazione Donne di Modena
a cura di Cristina Valenti
Spettacolo organizzato dall'associazione Focus D
Ingresso gratuito

Lo spettacolo è una battaglia tra due nodi: la rappresentazione del corpo femminile tra scienza e religione e il concetto di sporco e pulito. E in mezzo, e nonostante tutto, c’è la vita delle donne.
Marinella Manicardi ci parla con garbo e leggerezza delle mestruazioni.
Mai notato che le protagoniste di romanzi, pièce teatrali, film, telenovelas non hanno mai le loro cose? Non ci sono nemmeno barzellette: solo due e ce le racconta Marinella!
 
Marinella Manicardi in "corpi impuri" Copyright foto  Marco Caselli
Foto di Marco Caselli Nirmal

Uno spettacolo lieve su un fenomeno naturale e censurato, fondamentale ma evitato come la più vergognosa delle colpe: le mestruazioni tra scienza, religione, superstizione e teorie strampalate.

“Si dice: ho le mie cose, sono indisposta, sai è il periodo, ho il marchese.
Il marchese?
In quei giorni mia madre mi vietava il bagno e lei non preparava la maionese, sarebbe impazzita.
E non toccava i fiori: sarebbero morti.
Per molte donne sono una scocciatura se non una disgrazia, per altre un imbarazzo, per altre ancora una vergogna.
Gli uomini poi spesso non ne vogliono nemmeno sentir parlare: che schifo! Ma sei matta a voler parlare di mestruazioni in scena?
Se il sangue mestruale provenisse, non so, da un braccio forse non sarebbe coperto da censure e imbarazzi.
Ma quel sangue proviene da dove ha origine la vita. E lì, in quel punto, lì attorno al sesso femminile si è scatenata una battaglia esilarante e tragica. Scienza e religione si sono affrontate con dogmi strampalati e teorie scientifiche fantasiose.
Fino al 1875 quando finalmente hanno cominciato a capirci qualcosa.
Ma c’è ancora molto da capire.
Eppure è semplicemente sangue, naturale, così naturale che senza mestruazioni non ci sarebbero nemmeno i bambini, cioè noi.
E allora perché le tre religioni monoteiste cattolica, ebraica e mussulmana considerano il corpo mestruato della donna, la donna, un corpo impuro? Perché impuro? Mentre il corpo insanguinato del Cristo è sinonimo di santità e la sua ferita sul costato assomiglia straordinariamente a un sesso femminile: ma va? Un caso?”

Marinella Manicardi

Abbiamo il piacere di ospitare lo spettacolo 
sabato 28 marzo ore 18.30 (spettacolo ad ingresso libero)
Aurora boreale” 
Spettacolo della VI edizione di Non voglio mica la luna Laboratorio Teatro Donne
regia di Fulvia Lionetti
Promosso da Seacoop - Cooperativa Sociale Onlus con il Patrocinio dell'Assessorato Pari
Opportunità del Comune di Imola


domenica 29 marzo ore 17.45
Danzando ti racconto”
a cura di Associazione Uongai di Imola
Performance di danze africane dirette dalla coreografa Solo Dienaba Diedhiou accompagnate da percussioni dal vivo e lettura di racconti tradizionali

 

 

Gli spettacoli sono riservati ai soci dell'associazione T.I.L.T.

Come diventare socio A.R.C.I. T.I.L.T.

Non hai la tessera Arci 2015 ? È possibile diventare soci ARCI T.I.L.T. presso il Teatro Lolli 

venerdì 6, 13, 20, 27 marzo 2015 dalle ore 18 alle 19.30

Per eventuali richieste di ulteriori giorni di tesseramenti inviare una mail a info@tiltonline.org o telefonare in ore +39 340 5790974 (preferibilmente in orario serale)

La quota associativa annua 10 euro consente di partecipare a tutte le attività e agli spettacoli organizzati da T.I.L.T. nell’anno e ai circoli ARCI italiani. La quota associativa dà diritto a ricevere tessera A.R.C.I. T.I.L.T.
(non è possibile tesserarsi i pomeriggi stessi degli spettacoli)

Per velocizzare le operazioni è possibile scaricare e compilare in anticipo il modulo per chiedere di diventare socio T.I.L.T http://www.tiltonline.org/diventasocio


 

 I laboratori sono realizzati con il contributo o il sostegno di: Città di Imola, Azienda USL di Imola, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Con.Ami, ARCI