Conclusa prima tappa italo-brasiliana...
Il 29 maggio è andata via la prima amica-collega brasiliana: va in Svizzera per un po' col fidanzato (svizzero anche lui).
Ieri sono partiti altri tre amici-colleghi brasiliani: tornano in Brasile per riprendere il lavoro, lo studio e le prove.
E poi gli altri amici-colleghi si spargeranno per l'Europa per approfittare del fatto che sono oltre oceano: Spagna, Germania, Italia...
Schegge della nostra energia si spargeranno per tutte queste nazioni, fino ad arrivare in Brasile.
Ora bisogna battere il ferro finché è caldo, e cercare di vendere, vendere, vendere...per continuare a sognare.
Se vi capita di vedere in cartellone nei vostri teatri un gruppo che porta in scena le vicende di Alonso Chisciano, beh, fateci un pensierino!
Abbiamo anche fatto una cena con party nella zona industriale della mia città: sembrava quasi di essere a Berlino, con la musica ad alto volume (tanto non c'era un'anima viva nelle vicinanze, solo un Mc Donald dove siamo andati a prendere il ghiaccio per la caipirinha, ripagando le ragazze con tre bei bicchieri di quel fantastico mix di cachaça, lime, zucchero, ghiaccio e...brasiliani!!!).
Probabilmente a novembre andrò per la terza volta in Brasile, per lavorare, e per continuare il mio percorso di ricerca e di formazione.
Ma ritornerò sempre:
mi piace pensare che tutto quello che faccio, poi, lo porto qui, nella mia città, per seminare tutto quello che ho raccolto, e contaminare il mio territorio, e vedere cosa crescerà...
Max.
“Costuma-se dizer, e o próprio Cervantes o diz, que Dom Quixote, por tanto ler e imaginar enlouqueceu. Mas talvez possamos interpretar de uma outra maneira. Imaginemos que Quixote estava farto da vida que levava… e assim podemos nos reportar àquelas pessoas que saem de casa dizendo que vão comprar cigarros, mas nunca mais voltam. No tempo de Cervantes, penso que seria impossível que alguma pessoa conseguisse mudar de vida de uma maneira tão radical. E uma maneira de fazer isso foi dizer: estou louco. Quixote se declara louco sem o ser. Paixão inventada. E morre quando compreende que não bastou ter mudado o eu para que o mundo mudasse” (J. Saramago).
>max @ Gio, 01/06/2006 - 09:46


