Sere d'Ottobre 2013 - Teatro Lolli

Si conclude la Rassegna Sere d’Ottobre 2013 organizzata da T.I.L.T. con quattro giorni dedicati a “Metropoli”,  l’esito del laboratorio condotto da Tanino De Rosa, un percorso itinerante che ogni sera dall’1 al 4 novembre partirà alle ore 20.30 dalla Galleria del centro di Imola, con: Paolo Bertocchi, Emma Donattini, Riccardo Fabbri, Andrea Faccioli, Elena Gentilini, Lorenza Ghini, Deangela Minardi, Adalberto Parenti, Orfeo Raspanti, Giuliana Zanelli. 

I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria (info@tiltonline.org - Tel. 340 5790974). 
(Lo spettacolo in caso di pioggia battente verrà annullato). Ingresso gratuito. 

METROPOLI è l'esito di un laboratorio teatrale itinerante “di ricerca”, che ha reso gli allievi direttamente coinvolti nella creazione e che utilizza gli spazi pubblici della città di Imola, non come scenografia ma come drammaturgia, spesso fantastica, dei luoghi attraversati. È un atto creativo nel cuore della città, dentro il regolare flusso urbano normalmente codificato, che inserisce germi di libertà espressiva con un innesto sottocutaneo. Sottocutaneo, perché all'insaputa della stessa città e dei suoi abitanti, nel cuore della vita cittadina che scorre con i suoi suoni o zone di silenzio abituali, con le persone che passano, parlano, agiscono, sfiorando involontariamente le esercitazioni o gli spettacoli degli allievi senza accorgersi quasi di nulla.

 

I percorsi creati diventano MAPPE DEL CUORE, apparentemente casuali in realtà studiati con precisione, caratterizzati lungo il percorso da appuntamenti con luoghi e oggetti “sacri”, ricordi o speranze, incontri improvvisi, azioni misteriose, confessioni segrete, alternando verso gli spettatori momenti di complicità ravvicinata a fasi di distacco silenzioso, solitario.

Come ogni cultura della frontiera, questo teatro si propone di colonizzare artisticamente i luoghi prescelti, rendendo attori e spettatori pionieri e viaggiatori complici in una avventura metropolitana.
 

Venerdì 1, Sabato 2, Domenica 3, Lunedì 4 Novembre (annullato per pioggia)
Lunedì 11 o in caso di pioggia martedì 12 Novembre ore 20:30

“METROPOLI”

percorso itinerante dalla galleria del centro storico di Imola (tra piazza Gramsci e Via Emilia)

Esito del laboratorio condotta da Tanino De Rosa.
Con Paolo Bertocchi, Emma Donattini, Riccardo Fabbri, Andrea Faccioli, Lorenza Ghini, Deangela Minardi, Adalberto Parenti, Orfeo Raspanti, Giuliana Zanelli.
 

Sabato 19 ottobre ore 21

“Canti di un luogo abbandonato”

lettura di poesie di Azzurra D’Agostino dal suo poemetto Canti di un luogo abbandonato

 

Sabato 12 ottobre ore 21.00

“Processo a Pulcinella”

testo e regia di Marco Manchisi,
con Marco Manchisi e Santo Marino
maschera di Stefano Perocco di Meduna

 

“Processo a Pulcinella”

È una maschera bianca quella che Marco Manchisi indossa e interpreta in questo viaggio tra la poesia della Commedia dell’Arte e la tradizione drammaturgica di grandi autori partenopei, partendo da Antonio Petito per arrivare ad Eduardo De Filippo, passando da Raffaele Viviani ed il popolare teatro burattinesco delle Guarrattelle. Davanti alla legge Pulcinella sprigiona il suo infinito repertorio di lazzi comici e di gag surreali, per sfuggire ad un processo che gli dà l’opportunità di raccontarsi e di farci riflettere sorridendo.

Dal programma di sala:
Un uomo che si improvvisa guardia e giudice, arresta e sottopone ad improbabili processi vagabondi, girovaghi e perditempo. Pulcinella è uno di loro ed ha oltretutto dalla sua, la fama di vero e proprio briccone, per i suoi impulsi trasgressivi e le tentazioni all’illecito. Questa volta Pulcinella, licenziato dal padrone, vorrebbe solo esibirsi in strada per guadagnarsi da mangiare, ma il suo permesso di rappresentazione è scaduto. Trascinato in un’aula di tribunale, deve rispondere a numerose accuse come vagabondaggio, fame atavica, ignoranza, spiritismo, fallimento. Le sue disavventure fanno impazzire il giudice, perché con la sua logorrea astratta, il suo becero controcanto, i discorsi alla rovescia e gli equivoci verbali, Pulcinella rivela tutta la sua natura di deficiente. Rievoca il suo servizio dagli Amleto, da un barone, dove si innamora di una donna-lucertola, di sensitivo alla ricerca dello spirito del genio Giuseppe Verdi, di capocomico squattrinato. Poco per volta il giudice si abbandona all’ascolto, si lascia coinvolgere, constata l’animo multiforme e contraddittorio di Pulcinella, che non si sa proprio con quale accusa mettere in carcere.

Una maschera antica quella di Pulcinella, solitamente nera. Dopo alcune variazioni, come Pulcinella e la dama bianca di Otello, Pulci-beat e Viaggio di Pulcinella,  mi sono ora divertito ad immaginarlo vivere con una maschera bianca, come un’anima che ricordando cosa gli è successo, raccoglie i geni  del passato per difendersi dalle accuse. Mi sono servito tra le altre, delle lingue di Antonio Petito,  Eduardo De Filippo, Giambattista Basile e Raffaele Viviani.

Marco Manchisi

 

…Processo a Pulcinella” è uno di quei meccanismi così ben congegnati che nemmeno con un’attenta osservazione riesci a capirne il segreto. Ogni battuta solletica e rinfranca lo spirito, denuncia ed irride al potere…” IL DOMANI, da una recensione di Generoso Verrusio.

 

Marco Manchisi

Si è formato con le compagnie di Antonio Neiwiller e di Leo de Berardinis ed ha recitato, tra gli altri, con Alessandro Benvenuti, Toni Servillo, Enzo Moscato, Maria De Medeiros. È stato attore anche nelle compagnie di Mario Martone, Luca De Filippo e Francesco Rosi, Marco Baliani, Eric Lacascade. Attualmente collabora con le compagnie di Pierpaolo Sepe, di Teresa Ludovico e di Gene Gnocchi.  

Nei suoi spettacoli rilegge alcuni classici come Shakespeare, Euripide, Pinter e approfondisce l’arte della maschera, in particolare quella di Pulcinella. Tra i suoi lavori, si ricordano Pulcinella e la dama bianca di Otello, Pulci- beat, Il Fantoccio, La corona sognata, Processo a Pulcinella, Letture eduardiane, Il Corpo di Totò, spettacoli di cui è regista e interprete.  

Tra i film nei quali è stato attore: Napoli, Napoli, Napoli  di Abel Ferrara, Il resto di niente di Antonietta De Lillo, Morte di un matematico napoletano e Rasoi di Mario Martone, Ossidiana di Silvana Maia, Viaggio Clandestino di Raul Ruiz.

Marco Manchisi da tre anni conduce laboratori di approfondimento organizzati da T.I.L.T.

 

 

'Canti di un luogo abbandonato', un poemetto e una proposta di lettura.

Chi lascia solo chi? A cosa somiglia la vita sulla terra?

Un viaggio nel tempo (proprio e passato) attraverso l'incontro con i resti. Resti di case, residui di pozzi, tetti, dettagli di un'umanità scomparsa. Il poemetto 'Canti di un luogo abbandonato' nasce dall'ascolto delle voci di un popolo e di una cultura che non ci sono più, ma che è ciò da cui veniamo. Nasce dall'incontro con i ruderi, con quelle che una volta erano case e che ora sono con violenza riprese dalla natura, abitate talvolta di nuovo - ma da animali e piante. Nasce dall'abbandono, dall'irrequietezza di anime che sembrano non trovare pace nel vedere il proprio mondo spopolato. Nasce da una domanda che il presente pone: chi è che se n'è andato per davvero? Perché affinché un luogo sia disabitato, occorre prima averlo saputo abitare. E oggi, che l'abitare sembra così difficile, quasi impossibile, questa è una indicazione preziosa.

Il poemetto è la seconda parte di una trilogia la cui prima parte, 'Versi dell'abitare', è stata pubblicata con una prefazione di Fabio Pusterla sull'XI Quaderno di poesia contemporanea, ed. Marcos y Marcos – e si occupa della questione dell'abitare la terra da parte dell'uomo, e dunque della domanda 'come vivere?'. I Canti di un luogo abbandonato sono un incontro col disabitato e con l'assenza – che è sempre prendere in considerazione una presenza. L'ideale luogo di lettura del poemetto è un luogo abbandonato, meglio se 'rimangiato' dalla natura. Riabitare questi luoghi con le parole, con letture ad alta voce che creino una piccola comunità, fa parte di un progetto che vorrebbe mappare questi luoghi per creare una piccola geografia alternativa a quella usuale delle rotte certe e frequentate. Una geografia di posti che nel loro essere incompleti e stranianti sono speciali, e ci fanno delle domande.

 

nota sul volume: il libro è stato autoprodotto e realizzato graficamente con il lavoro di Anonima Impressori di Bologna, officina grafica e stampa d'arte. È stato composto e stampato con caratteri mobili e matrici in legno.
Ne sono state realizzate 300 copie numerate e assemblate a mano. Ogni copia contiene una cartolina d'arte.
Il libro non ha una distribuzione ufficiale e vuole tentare, per incamminarsi nel mondo, la via diretta dell'incontro con i lettori.

nota sull'autore: Azzurra D'Agostino ha pubblicato le raccolte di poesia D'in nci un là, I Quaderni del battello ebbro, 2003; Con Ordine, Lietocolle, 2005; D'aria sottile, Transeuropa 2011 – selezione Premio Viareggio;
Versi dell'abitare, in XI Quaderno di poesia contemporanea, Marcos y Marcos 2012

Sito web http://azzurradagostino.wix.com/abitare

 

 

Organizzazione e direzione artistica: T.I.L.T.

 

Con il contributo e il sostegno di: Città di Imola, Azienda USL di Imola, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Con.Ami, ARCI