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Spettacolo "Follie d'amore"

Spettacolo di Commedia dell'Arte liberamente tratto da
“Romeo e Giulietta” di W. Shakespeare
regia e drammaturgia
Michele Modesto Casarin
con
Massimiliano Buldrini, Vincenzo Poidomani, Debora Serravalle
maschere
Stefano Perocco di Meduna, Carlo Setti
costumi
Licia Lucchese e Caterina Volpato
scenografia
T.I.L.T.
disegno luci
Luca Tanieli
audio e luci
Arianna Franco
produzione
Pantakin da Venezia - Ass.Cult.T.I.L.T.
All’interno del progetto Saltimbanco - l'Arte di far commedia, un nuovo spettacolo da Pantakin da Venezia.
Dopo il successo di Shylock, l’arte della maschera liberamente tratto dal Mercante di Venezia di Shakespeare, Michele Modesto Casarin, regista di Pantakin da Venezia e fresco vincitore del premio Agis per il miglior spettacolo all’ultima Biennale Teatro si cimenta di nuovo con un classico shakesperiano, Romeo e Giulietta, riadattandolo alla Commedia dell’Arte.
La rivisitazione della Commedia dell’Arte come genere attuale e in grado di adattarsi ad ogni testo, è la base della ricerca di Pantakin che vuole tenere viva la tradizione del teatro di maschera conformandola ai nostri tempi. Per questo la sfida con uno dei più grandi classici del teatro è un terreno eccitante che fa nascere molte domande a cui Pantakin con il suo spettacolo che verrà rappresentato al Teatro Junghans tenta di rispondere.
La rivisitazione della Commedia dell’Arte come genere attuale e in grado di adattarsi ad ogni testo, è la base della ricerca di Pantakin che vuole tenere viva la tradizione del teatro di maschera conformandola ai nostri tempi. Per questo la sfida con uno dei più grandi classici del teatro è un terreno eccitante che fa nascere molte domande a cui Pantakin con il suo spettacolo che verrà rappresentato al Teatro Junghans tenta di rispondere.
Si può rappresentare Romeo e Giulietta, un classico della tragedia shakespeariana, con le maschere farsesche della Commedia dell’Arte? E’ possibile trovare dei paralleli tra Shakepeare, Boccaccio e la realtà d’oggi? Ed, inoltre, anziché quaranta personaggi come il testo del Bardo richiede, utilizzarne solo nove interpretati da tre attori? Follie d’amore risponderà a questi quesiti con un turbinio di travestimenti, maschere, lazzi e divertimento assicurato, reinventando per il pubblico la più classica delle storie d’amore.
Presentato in forma di studio: 24-25-26 novembre 2006 - Sala Miceti - Imola (BO)
Prima assoluta: Venezia, Teatro Junghans - dal 30 Gennaio 2007 al 20 Febbraio 2007.
Info: Pantakin da Venezia - 041 2411974 - 340 6853196 - www.pantakin.it
Estratti rassegna stampa
..Poteva sembrare impossibile volgere la tragedia romantica dei due giovani amanti veronesi in farsa alla maniera dei canovacci pre-goldoniani, senza che le pagine di origine avessero a soffrirne troppo. Ebbene, l’operazione è riuscita con sottile intelligenza. Tre soli attori per una folla di personaggi in un gioco scenico di agilissimo intarsio…
Il Gazzettino – 13 febbraio 2007 – Piero Zanotto
… Casarin prosegue nella rivisitazione di un altro classico del Bardo nel segno di una contaminazione di generi che punta al divertissement. L’ampio uso della maschera,l’introduzione di innovazioni mirate a rileggere la storia calandola nel quadro dell’odierna Italia ancora segnata dalla contrapposizione fra Nord e Sud sono gli aspetti che più restano impressi allo spettatore. Se a ciò si aggiunge il ricorso a dialetti, e anche a vere e proprie lingue, con ovvi effetti farseschi è chiaro come le linee guida dell’approccio di Casarin al testo ne colorino gli sviluppi di toni e accenti propri della commedia.
La Nuova Venezia – 4 febbraio 2007 – Giuseppe Barbanti
Calata, come sempre abilmente, nella vita di tutti i giorni con riferimenti a canzoni, personaggi dello spettacolo, imprenditori e famose pubblicità, la vicenda di Romeo e Giulietta viene inventata di sana pianta da Michele Modesto Casarin che, mantenendo solo l’ossatura nota, inserisce lazzi e topoi tipici della Commedia: Con solo tre attori in scena dà vita ad uno spettacolo godevole e divertente.
www.nonsolocinema.com – febbraio 2007 – Sebastiano Bollato
Lo spettacolo, usa le maschere per caratterizzare dei personaggi che fanno uso di vari dialetti, aumentando la carica comica di un teatro montato con la tecnica della commedia dell’arte.
L’allestimento, semplicissimo, con un piccolo palcoscenico e qualche oggetto di scena, richiama questa idea che il teatro altro non sia che il luogo deputato alla recita, a fingere comportamenti e situazioni, anche paradossali.
La quinta, un semplice telo, lascia intravedere gli attori che abilmente e velocemente assumono diversi ruoli caratterizzandosi di volta in volta in modo diverso.
http://www.universytv.com - luglio 2007 - Federico Pontiero

