Spettacolo "Prometeo male incatenato"

con

Massimiliano Buldrini, Filippo De Toro, Mario Marascio, Mirco Pisano, Giovanni Vaccaro

regia Silvio Peroni

Aiuto regista Francesca Cataldo
Scenografia Giuseppe Laronga

Prendendo spunto dal mito di Prometeo, che sfidò gli dei per dare il fuoco agli uomini, Gide costruisce uno dei suoi lavori più sagaci e disincantati. E’ uno spettacolo delicato poetico e graffiante allo stesso tempo, nel quale la psicanalisi entra dalla porta principale per una possibile lettura del mito “smitizzato”, con il coraggio non di dissacrare, ma di leggere in piena libertà l’animo umano nella sua crudezza, alla luce dell’ intelligenza. Prometeo male incatenato è sicuramente uno dei testi dove meglio spicca il gusto leggero e sottile di questo grande scrittore del nostro secolo , che qui mette a disagio chi è incapace della libertà di un gesto “gratuito”. Nato dalla fantasia del religiosissimo Eschilo, che pure tratteggia un ritratto tutt’altro che lusinghiero del re degli dei, il Prometeo incatenato da duemilacinquecento anni incarna l’ideale dell’individuo in lotta contro il potere. La scelta di portare sulla scena uno spettacolo su questo mito discende dalla considerazione che la figura di Prometeo abbia influenzato innumerevoli artisti. Alcuni importanti autori hanno accostato il mito trovandovi una fonte di pensiero e di ispirazione, ne hanno quindi prodotto una rivisitazione, parziale o completa, vitale e appassionante che testimonia la sopravvivenza del pensiero mitopoetico anche in tempi molto lontani dal mondo classico. Non si costruiscono scene, ma vengono elaborati spazi possibili, che l’attore possa abitare allontanandosi dalla verosimiglianza e dalla rappresentazione, utilizzando piuttosto l’arma del paradosso, del ribaltamento, della metonimia. Luoghi che costringono ad un esercizio di immaginazione perché possano prendere vita e raccontare una storia.

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