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Spettacolo "TROPPO INCINTA"

di e con Reina Saracino
testi di Elena Gessi, Lisa Laffi e Reina Saracino
luci e audio Massimiliano Buldrini
operatore di ripresa Giangiacomo De Stefano, Lara Rongoni
L’essere donna si snoda in un arco temporale ampio.
La donna nasce bambina, diviene fanciulla, diviene ragazza.
La donna che prende coscienza.
Di essere donna.
Di essere madre.
Di essere madre di una donna.
Padri scorbutici, prima, durante e dopo.
Incontri grotteschi trasformano titolari di lavoro in scrupolose ostetriche.
Un’epistola per il nuovo figlio, diari di mamme e neonati.
Vite che scorrono e che mutano davanti ad un rullo per gli acquisti di una
cassiera qualunque, di un supermercato qualsiasi.
Come fotografie, pensieri e parole si mescolano tra riso e dolcezza, tra flash
intimi e istantanee assurdità, tra maschere umane e clown metropolitani.
Lo spettacolo
Lo spettacolo nasce da un'esigenza di Reina Saracino di affrontare in scena la propria esperienza legata alla maternità.
La stessa esigenza la sente una delle altre autrici, Elena Gessi, che non vuole abbandonare la realtà teatrale dopo essere divenuta madre.
Nasce allora l'idea condivisa anche con Erika Agresti, psicologa, di creare un laboratorio di scrittura autobiografica per famiglie, dove madri, padri e bebè potessero riunirsi all'interno del Teatro Lolli per affrontare diversi temi legati alla genitorialità.
Il laboraotorio di scrittura "Lessico Famigliare" ha dato esito ad un primo studio-spettacolo che aveva lo stesso titolo: "Troppo Incinta" è la forma definitiva di questo spettacolo.
Il titolo prende spunto da una testimonianza reale di una ragazza che viene licenziata dal proprio lavoro con la giustificazione di essere, appunto, "troppo incinta".
Trama
L'ordine della narrazione segue un filo cronologico, anche se presentato con flash, ed è il punto di vista narrante che cambia: donna, madre, e società.
Dalla vita pre-materna, che si divide tra spesa di alcolici e schifezze da mangiare, alla scoperta dell'attesa, alla gravidanza, al parto dal punto di vista sia della mamma che del bebè.
L'invitabile "scontro" con la vita sociale e lavorativa che la nuova donna-madre si vede costretta a vivere.
Una maternità "precaria" che vive di solitudine e instabilità economica e collettiva.
Un viaggio ironico e tagliente all'interno di un tema delicato.
produzione in collaborazione con Associazione Culturale Minimalimmoralia
Reina Saracino (T.I.L.T.)
È attrice, regista e performer. Inizia il suo percorso artistico nella scuola del teatro stabile di Pavia "A.Fraschini", seguendo il lavoro di Angela Malfitano, Isadora Angelini, Ambra d'Amico, Marta Dalla Via.
Ha lavorato, tra gli altri, con Marco Sgrosso, Elena Bucci, Yutaka Takei, Vanda Monaco Westersthal, Yoshito Ohno.
Ha approfondito lo studio della Commedia dell’Arte presso l'ICAI-Istituto Commedia Dell'Arte Internazionale.

